La mia opinione sulla Yamaha Fazer 8 ABS, una moto interessante

Scheda tecnica

Motore

Tipo motore: raffreddato a liquido, 4 tempi, DOHC, cilindri paralleli inclinati in avanti
Cilindrata: 779cc
Alesaggio x corsa: 68,0 mm x 53,6 mm
Rapporto di compressione: 12,0 : 1
Potenza massima: 78,1 kW (106,2PS) @ 10.000 giri/min
Coppia massima: 82,0 Nm (8,4 kg-m) @ 8.000 giri/min
Lubrificazione: Carter umido
Carburatore: Iniezione elettronica
Tipo di frizione: In bagno d’olio, A dischi multipli
Sistema di accensione: Accensione bobina transistorizzata
Sistema di avviamento: Elettrico
Sistema di trasmissione: sempre in presa, 6 marce
Trasmissione finale: Catena

Telaio

Telaio: A diamante
Sospensione anteriore: Forcella a steli rovesciati, Ø 43 mm tubo interno
Escursione anteriore: 130 mm
Avancorsa: 25º
Avancorsa: 109 mm
Sistema sospensione posteriore: Forcellone oscillante, Monoammortizzatore articolato con precarico a molla regolabile
Escursione posteriore: 130 mm
Freno anteriore: Doppio disco idraulico, Ø 310 mm
Freno posteriore: Disco singolo idraulico, Ø 267 mm
Pneumatico anteriore: 120/70 ZR17M/C (58W)
Pneumatico posteriore: 180/55 ZR17M/C (73W)

Dimensioni

Lunghezza: 2.140 mm
Larghezza: 770 mm
Altezza: 1.225 mm
Altezza sella: 815 mm
Base ruota: 1.460 mm
Altezza minima dal suolo: 140 mm
Peso in ordine di marcia (compreso serbatoio olio e carburante pieno): 215 kg / ABS 220 kg
Capacità serbatoio carburante: 17 Litri
Quantità olio motore: 3,8 Litri

La moto Yamaha Fazer 8 ABS ormai la conoscono tutti, molti dei miei amici che la possiedono mi avevano parlato della eccletticità di questa motocicletta, così appena ho saputo della possibilità di provarla presso le concessionarie Yamaha, mi sono subito precipitato. L’estetica di questa versione differisce da quella della sorella maggiore in piccoli dettagli. L’esemplare che ho provato era dotato di ABS ed osservando bene la moto da ferma, mi sono accorto che la centralina dell’antibloccaggio freni era collocata appena sotto il carter frizione, soluzione un po’ antiestetica. La prova si è svolta in città in orario di punta quindi il tutto a velocità “molto” codice. La cosa che mi ha sorpreso maggiormente, appena salito in sella, è stata la posizione di guida d’attacco, azzeccatissima, a mio parare, per la guida teppistica cittadina ma ideale anche per la guida turistica perché il manubrio, alto il giusto, non affatica braccia e spalle pur consentendo al pilota di avere un elevato controllo del mezzo, tant’è che durante la prova, mi sono divertito come un matto per via della grande maneggevolezza, pur avendo il passeggero al seguito e anche perchè ero appena sceso da una Yamaha XT 1200 Z Super Tènèrè moto completamente differente. Il motore è impressionante per la sua regolarità, sembra quasi elettrico. Il sound allo scarico è bello cupo e diventa galvanizzante quando si stendono un po’ le marce. Una delle cose che non mi è piaciuta è l’eccessiva lunghezza della prima marcia. In fase di partenza ho dovuto lavorare parecchio di frizione. Il passeggero, donna, non si è lamentata minimamente, anzi mi ha riferito che la moto era molto comoda, dato che è dotata anche di una coppia di maniglie posteriori, molto efficaci per contrastare la spinta delle brusche accelerazioni di cui è capace il quattro cilindri di Iwata. I freni composti da una coppia di dischi, all’avantreno, da 310 mm e un disco singolo, al retrotreno, da 267 mm si sono rivelati efficaci e modulabili. Le sospensioni, costituite da una forcella a steli rovesciati da 43 mm di diametro non regolabile, all’avantreno e un monoammortizzatore con leveraggio progressivo e precarico regolabile, al retrotreno, erano tarate ottimamente per l’utilizzo sulle disastrate strade catanesi. Queste ultime lavoravano davvero bene sulle sconnessioni, tuttavia ho avuto un piccolo problema in una, leggera, curva a sinistra in cui la punta del mio piede ha strisciato a terra. Chiaramente questa cosa mi ha lasciato un po’ perplesso perché la moto era poco inclinata. Sicuramente la cosa è riducibile precaricando la molla del monoammortizzatore posteriore maggiormente nell’utilizzo in coppia. La strumentazione è la stessa che troviamo sulla Fazer 1000 ma con il quadrante con sfondo bianco piuttosto che nero. Non posso aggiungere altro, perché la prova è durata poco, però a me è bastata per convincermi che la Fazer 8 ha tutte le carte in regola per essere la mia prossima moto.

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